{"id":6611,"date":"2016-04-23T18:10:37","date_gmt":"2016-04-23T16:10:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tracarte.it\/?p=6611"},"modified":"2016-04-23T18:11:02","modified_gmt":"2016-04-23T16:11:02","slug":"gianfranco-baruchello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tracarte.it\/?p=6611","title":{"rendered":"Gianfranco Baruchello"},"content":{"rendered":"<p>Gianfranco Baruchello nasce nel 1924: il padre \u00e8 avvocato, direttore dell&#8217;Unione Industriali di Livorno e docente all&#8217;Universit\u00e0 di Pisa, la madre \u00e8 insegnante elementare. Dopo la guerra si laurea a Giurisprudenza con una tesi in Economia, e nel 1947 lavora alla Bombrini Parodi Delfino.[1] Tra il 1949 e il 1955 si occupa della creazione dell&#8217;azienda di ricerca e produzione chimico-biologica Societ\u00e0 Biomedica. Nel 1959 Baruchello lascia l&#8217;azienda per dedicarsi completamente all&#8217;arte.<\/p>\n<p>La sua prima formazione avviene in clima parigino: conosce Sebastian Matta e tre anni dopo Alain Jouffroy. Nel 1962 conosce Marcel Duchamp. A New York nel 1964 conosce John Cage e si confronta con la pop art e l&#8217;espressionismo astratto americano. Le esperienze americane si concretizzano nelle grandi tele bianche Altre tracce, con spesse e dense strisce di pittura nera; l&#8217;eredit\u00e0 europea si materializza invece nella creazione di oggetti vicini allo spirito del Nouveau R\u00e9alisme. \u00c8 del 1962 la partecipazione alla mostra New Realists organizzata da Pierre Restany alla Sidney Janis Gallery di New York (alla quale espongono anche Enrico Baj, Tano Festa, Mimmo Rotella e Mario Schifano). La partecipazione attiva al mondo delle avanguardie internazionali tuttavia influisce solo parzialmente sulla ricerca di Baruchello che si configura sin dall&#8217;inizio come essenzialmente autonoma. Nel 1963 tiene una personale alla Galleria La Tartaruga di Roma, presentata da Jouffroy: vi si trova una pittura frammentata, miniaturizzata, su grandi superfici bianche, fatta di segni, scritte, disegni, con frequenti rimandi ai simboli della societ\u00e0 consumistica e televisiva.<\/p>\n<p>Al 1960 risale il suo primo esperimento cinematografico: Molla. Del 1963 \u00e8 invece il film Il grado zero del paesaggio, al quale segue nel 1964 Verifica incerta,[3] un film di found footage in collaborazione con Alberto Grifi: una grande quantit\u00e0 di materiale di scarto cinematografico, consistente in pellicola di cinema statunitense commerciale degli anni cinquanta, fu acquistata da Baruchello e da essa si ricav\u00f2 un montaggio ottenuto da spezzoni di pellicola incollati con il nastro adesivo.<\/p>\n<p>Pittura, cinema e produzione di libri sono solo alcuni dei linguaggi che Baruchello sperimenta; a partire dalla seconda met\u00e0 degli anni sessanta la sua attivit\u00e0 rientra in quell&#8217;ambito che Enrico Crispolti ha definito extra-mediale: pittura calligrafica, produzione di oggetti, testi letterari, teatrali, film, videotapes, fotografia, operazioni agricole, in una continua tensione al rovesciamento delle convenzioni codificate e riproposte dai mezzi di comunicazione di massa.<\/p>\n<p>Agricola Cornelia S.p.a. viene fondata nel 1973; \u00e8 un&#8217;azienda agricola che ha sede e opera entro il terreno acquistato nello stesso anno da Baruchello in Via di Santa Cornelia, alla periferia di Roma. Lentamente l&#8217;azienda si espande occupando e coltivando anche il terreno circostante, sottraendolo alla speculazione edilizia, con un atteggiamento tra l&#8217;happening artistico e l&#8217;intento politico. Dopo l&#8217;acquisto dei terreni occupati l&#8217;operazione assume il valore di una riflessione sul rapporto tra prodotto agricolo, prodotto artistico e valore rispettivo, operazione anch&#8217;essa di sapore duchampiano ma affrontata calandosi nella materialit\u00e0 del lavoro e nel mondo delle leggi economiche. L&#8217;impresa, di nome e di fatto, conduce anche ad una serie di quadri e a due libri: Agricola Cornelia S.p.a. 1973-1981, catalogo di una mostra alla Galleria Milano (Milano) dove Baruchello espone, oltre ai quadri citati, materiali legati all&#8217;esperienza di Agricola Cornelia,[5] e How to imagine, una lunga intervista (condotta da Henry Martin), della quale restano nel libro soltanto le risposte.<\/p>\n<p>Alla fine degli anni Ottanta, negli spazi che avevano ospitato l&#8217;Agricola Cornelia, Baruchello realizza &#8220;Il Giardino&#8221;, uno progetto che presenta nel 1989 al Festival di Spoleto &#8220;Voci sull&#8217;acqua&#8221; in una performance che vede l&#8217;artista curare un piccolo bonsai di Gingko Biloba. Il Giardino, \u00e8 uno spazio per l&#8217;identificazione della mente nella terra, negli alberi e nei cespugli.<\/p>\n<p>Nel 1998 nasce la Fondazione Baruchello nella ex casa &#8211; studio dell&#8217;artista, sulle colline romane in Via di Santa Cornelia (Roma).<\/p>\n<p>Tra la fine del 2011 e l&#8217;inizio del 2012, a cura di Achille Bonito Oliva, la Galleria nazionale d&#8217;arte moderna di Roma presenta la mostra antologica Gianfranco Baruchello. Certe idee.<\/p>\n<p>Il 13 giugno 2014 (fino al 28 settembre 2014) presso la Deichtorhallen Sammlung Falckenberg, ad Amburgo, si apre la retrospettiva Gianfranco Baruchello. Certain Ideas. Retrospektive, a cura di Dirk Luckow, in collaborazione con lo ZKM \/ Karlsruhe, dove la mostra si sposter\u00e0 nel novembre 2014 (1\u00ba novembre 2014 &#8211; 29 marzo 2015), a cura di Andreas Beitin e Peter Weibel. In occasione di questa mostra \u00e8 pubblicato il catalogo Baruchello. Certain Ideas, a cura di Achille Bonito Oliva, Carla Subrizi, Dirk Luckow, Peter Weibel, Harald Falckenberg (Electa, 2014).<\/p>\n<p>Dal 2014 inizia la collaborazione con la Galleria Massimo De Carlo, che lo rappresenta in Italia e all&#8217;estero.<\/p>\n<p>Radio 3 lo stima artista dell&#8217;anno 2016.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gianfranco Baruchello nasce nel 1924: il padre \u00e8 avvocato, direttore dell&#8217;Unione Industriali di Livorno e docente all&#8217;Universit\u00e0 di Pisa, la madre \u00e8 insegnante elementare. 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