{"id":6698,"date":"2016-04-24T10:12:17","date_gmt":"2016-04-24T08:12:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tracarte.it\/?p=6698"},"modified":"2016-04-27T18:36:10","modified_gmt":"2016-04-27T16:36:10","slug":"corrado-dottavi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tracarte.it\/?p=6698","title":{"rendered":"Corrado D\u2019Ottavi"},"content":{"rendered":"<p>Nato  a Roma nel 1934,  ma attivo  principalmente  a Genova,  Corrado  D\u2019Ottavi  si pu\u00f2 considerare  uno  dei  principali  esponenti  della  poesia  visiva  italiana.<\/p>\n<p>Influenzato dalla volont\u00e0 \u00ad tipica del secondo dopoguerra \u00ad di operare  un  superamento  dei  linguaggi  e  di  adeguare  l\u2019intervento  artistico  ai  mutamenti sociali,  politici  e  culturali  di  quegli  anni,  l\u2019artista  pone  alla  base  della  sua  ricerca  il problema dell\u2019integrazione tra immagine e parola, partendo da un\u2019analisi approfondita dei risultati raggiunti  dalle  cosiddette  Avanguardie storiche \u00ad  dal  Dada  al  Futurismo fino  al Costruttivismo \u00ad a cui coniuga un rinnovamento degli strumenti comunicativi.<\/p>\n<p>Nelle prime opere, realizzate tra il  1958  e il  1960, D\u2019Ottavi  ben  presto rinuncia  a  una scrittura  a mano  con inserti di ascendenza informale e approda a esperimenti di tipo collagistico, dove a lacerti colorati  si  assemblano  frammenti  verbali  provenienti  da  pubblicazioni  diverse,  prima dattiloscritti  e poi a stampa. Chiaro esempio \u00e8 rappresentato da Libert\u00e0, opera del 1958\/59 in cui forse per la prima volta si assiste all\u2019unificazione tra linguaggio verbale e linguaggio visivo.  In  essa,  il  livello  dei  significati  viene  ridotto  a  un  insieme  di  parole  isolate, raggruppate  in  coppie  per  affinit\u00e0  o  contrasto,  dove  sono  pi\u00f9  i  testi  che  l\u2019immagine  a guidare l\u2019impaginazione.<\/p>\n<p>Distanti, invece, gli esiti raggiunti nelle opere successive, non solo per l\u2019adesione sempre pi\u00f9 marcata ai moduli del linguaggio pubblicitario e all\u2019immediatezza del suo messaggio, ma  soprattutto  per  la  cruda  e  violenta  trattazione  di  temi  che  vanno  dalla  repressione politica alla fame dei paesi sottosviluppati fino alle mistificazioni dei media e all\u2019incapacit\u00e0 per l\u2019 arte d\u2019avanguardia di misurarsi con questi problemi. In Ognuno vede ci\u00f2 che sa del 1967, fotografie della guerra in Vietnam tratte da vari quotidiani sono poste in sequenza su un luttuoso fondo nero. La combinazione di questi elementi, unita  a pochi commenti sulle cifre  dei  morti  e  sui  costi,  fa  dell\u2019opera  simbolo  del  silenzio  dell\u2019artista  di  fronte  alla atrocit\u00e0 del conflitto.<\/p>\n<p>Restando fedele alle tematiche della poesia visiva,  e  ponendo  sempre  grande  attenzione  nei  confronti  degli  equilibri  cromatici  e strutturali della  composizione,  ancora  argomenti  a  carattere politico\u00adsociale  e di  costume domineranno  le  opere  realizzate  a  partire  dagli  anni  \u201970.  Ne  La  condizione  umana  e  in Miracolo italiano, ad esempio, l\u2019intervento sui temi pi\u00f9 brucianti di quegli anni si alterna alla critica della civilt\u00e0 dei consumi.<\/p>\n<p>    Siamo poeti senza parole? No  No!  Le  parole  le  abbiamo  ma  sono  consumate.  Siamo  poeti  con  parole  poco comprensibili ed anche se comprese poco credibili, parole annoiate e squalificate\u2026 Siamo uomini  che  hanno  dentro  di s\u00e9  un mondo  di  parole surgelate,  di immagini  pietrificate  e molli\u2026  Siamo  uomini  che  gridano  e  tacciono  nello  stesso  momento  il  loro  sgomento<\/p>\n<p>concluder\u00e0 l\u2019artista, prematuramente scomparso all\u2019et\u00e0 di 40 anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nato a Roma nel 1934, ma attivo principalmente a Genova, Corrado D\u2019Ottavi si pu\u00f2 considerare uno dei principali esponenti della poesia visiva italiana. 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