{"id":6813,"date":"2016-04-24T13:37:06","date_gmt":"2016-04-24T11:37:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tracarte.it\/?p=6813"},"modified":"2016-04-24T13:37:06","modified_gmt":"2016-04-24T11:37:06","slug":"paolo-masi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tracarte.it\/?p=6813","title":{"rendered":"Paolo Masi"},"content":{"rendered":"<p>Paolo Masi \u00e8 nato a Firenze nel 1933. Fin dagli anni Cinquanta partecipa a quella elaborazione sperimentale di nuove tendenze artistiche che a Firenze si caratterizzer\u00e0 come frattura profonda e mai pi\u00f9 rimarginabile nei confronti del passato. Una liberazione dai canoni del formalismo e di ogni tipo di accademismo perseguita con intensit\u00e0 e coerenza, che in Paolo Masi passer\u00e0 dalle iniziali esperienze della pittura informale e dell\u2019astrattismo concreto a un\u2019attivit\u00e0 articolata, complessa e diversificata sul piano tecnico-linguistico.<\/p>\n<p>Negli anni Sessanta l\u2019attivit\u00e0 di tipo programmatico e teorico si esplica per Masi con la partecipazione a collettivi e gruppi, ed \u00e8 sempre strettamente legata ad una ininterrotta e continua sperimentazione sul modo di operare e trasformare la materia: il lavoro \u00e8 per l\u2019artista fiorentino qualcosa sempre in fieri, che di volta in volta si apre a nuovi approfondimenti e a nuove soluzioni.<br \/>\nRicordiamo, ad esempio, la sua partecipazione con Lanfranco Baldi, Auro Lecci, Maurizio Nannucci, al gruppo di ricerca estetica Centro F\/Uno (1967-70), che esce dall\u2019ambito delle contingenze localistiche, cercando riferimenti in contesti pi\u00f9 vasti. Di questo momento sono gli interventi collettivi o abbinati, come quello sulle Cromointerferenze riflesse (condotto con Baldi) realizzato nel settembre 1970 a Zafferana Etnea per la manifestazione Interventi sulla citt\u00e0 e nel paesaggio.<\/p>\n<p>In seguito si avvicina alle contestuali esperienze analitico-riduttive, scomponendo e riorganizzando sul pavimento e contro le pareti aste di alluminio, specchi, fili o piccole stecche di plexiglas colorato, che estendono anche alla terza dimensione la ritmicit\u00e0 dello &#8220;spazio-colore&#8221; (Galleria Schema, Galleria Christian Stein).<br \/>\nLa fase successiva coincide con il ritorno alla bidimensionalit\u00e0 attraverso il progetto  Rilevamenti esterni &#8211; conferme interne (1974-76), elaborazione che Paolo Masi sviluppa all&#8217;esterno del suo studio con il lavoro iniziato nel 1974 a New York delle Polaroid di tombini, muri e pavimenti e, contemporaneamente, all&#8217;interno dello  studio con le Tessiture (tela grezza cucita) e i Cartoni da imballaggio, dove utilizza per la prima volta adesivi trasparenti e coprenti, facendo emergere la struttura interna del materiale (Lydia Megert, d+c Mueller Roth, Thomas Keller, Primo piano, La Polena, Ariete, Schema).<\/p>\n<p>Dal 1974 Masi \u00e8 co-fondatore insieme a Maurizio Nannucci e Mario Mariotti di un collettivo che gestisce lo spazio no profit di Zona a Firenze, spazio che ha lo scopo di diffondere esperienze artistiche nazionali e internazionali. Tale esperienza trover\u00e0 poi la sua continuazione a partire dal 2000 nel collettivo Base. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paolo Masi \u00e8 nato a Firenze nel 1933. 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